3 Agosto 2026
CALDO: CON IL CLIMA CHE CAMBIA CRESCONO I TROPICALI MADE IN PUGLIA DA AVOCADO A MICROGREEN ESOTICI

Con l’aumento delle temperature e una stagione calda sempre più lunga, i cambiamenti climatici stanno ridisegnando la geografia agricola della Puglia, favorendo l'affermazione di nuove coltivazioni, dagli avocado ai mango, dal lime fino alle bacche di aronia e ai microgreen tropicali, specie fino a pochi anni fa impensabili alle nostre latitudini. quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia, in riferimento ai dati di ERA5 Land di Copernicus, secondo cui giugno 2026 ha fatto registrare in Italia una temperatura media di 22,71 gradi, 3,27 gradi in più rispetto alla media climatica 1991-2020, mentre a livello europeo è stato il secondo giugno più caldo della serie storica.

A testimoniare come il panorama delle coltivazioni pugliesi si stia progressivamente ampliando è la crescente diffusione di aziende agricole che affiancano alle produzioni tradizionali – spiega Coldiretti Puglia -  un numero sempre maggiore di specie innovative, puntando su tecniche di coltivazione avanzate e su un'attenta gestione di ogni fase produttiva. Accanto alle colture tipiche trovano così spazio varietà un tempo insolite per le campagne regionali, dall'origano cubano alla lippia, dallo zucchero azteco all'amaranto rosso, dall'aglio orientale alle begonie commestibili, fino all'ibisco da foglia, al tagete, al basilico giapponese e alla toona, pianta di origine asiatica.

Non si tratta più soltanto di sperimentazioni, ma di colture che entrano progressivamente nelle scelte delle imprese agricole – aggiunge Coldiretti Puglia - anche perché un clima più caldo consente di allungare il periodo produttivo, con temperature elevate che si protraggono dalla primavera fino all’autunno e condizioni notturne spesso sufficientemente miti da ridurre il ricorso al riscaldamento nelle coltivazioni protette. A spingere la diversificazione è anche il mercato, perché cresce l’interesse per prodotti nuovi e poco conosciuti, sia da parte di comunità straniere che li consumano abitualmente, sia soprattutto da parte della ristorazione, sempre più alla ricerca di ingredienti originali capaci di arricchire piatti e preparazioni.

La tropicalizzazione rappresenta anche una risposta imprenditoriale alla necessità di adattare l’agricoltura a condizioni climatiche profondamente cambiate. Sono soprattutto i giovani agricoltori a cogliere questa opportunità – insiste Coldiretti Puglia - recuperando spesso terreni che avevano perso redditività e sperimentando nuovi modelli produttivi. L’avocado rappresenta una delle colture simbolo di questa trasformazione, ma il paniere tropicale pugliese si sta progressivamente allargando. Accanto ad avocado e mango crescono le superfici dedicate al lime, fanno la loro comparsa le prime banane 100% Made in Puglia e si consolidano le produzioni di piccoli frutti esotici.

A trainare questo fenomeno è anche una domanda sempre più orientata verso prodotti italiani, freschi e tracciabili, favorita – aggiunge Coldiretti Puglia - dall'aumento dei consumi di frutta tropicale e dalla crescente attenzione dei consumatori verso produzioni nazionali che assicurano qualità, freschezza e un'origine certa, riducendo al tempo stesso la dipendenza dalle importazioni provenienti da Paesi lontani.

Quello dei tropicali Made in Puglia è un fenomeno che racconta molto bene la capacità di innovazione delle imprese agricole, sottolinea Coldiretti Puglia. Gli agricoltori stanno dimostrando di saper trasformare anche il cambiamento climatico in una spinta alla diversificazione, ma questa capacità deve essere sostenuta da infrastrutture, ricerca, assistenza tecnica e una migliore organizzazione delle filiere.

La crescita dei tropicali non deve infatti diventare il pretesto per ignorare le difficoltà strutturali che continuano a pesare sull’agricoltura pugliese. Il caldo può creare nuove opportunità produttive, ma porta con sé anche siccità, maggiore fabbisogno idrico, eventi estremi e nuovi rischi per le colture. Per questo – conclude Coldiretti Puglia - l’adattamento climatico deve andare di pari passo con investimenti, innovazione e gestione efficiente dell’acqua, affinché la capacità degli agricoltori di cambiare non resti una risposta individuale, ma diventi una strategia per rendere più competitiva e resiliente l’agricoltura pugliese.

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